Pista ciclabile di V.le Angelico

Viale Angelico è la strada del quartiere Prati che da Piazza Risorgimento sale verso nord incrociando Via Ottaviano e Viale delle Milizie, fino al P.le M.llo Giardino. Nel tratto successivo al Viale delle Milizie lo spazio a destra del filare di platani è stato modificato nel 1990 per la realizzazione della pista ciclabile più a norma di Roma. Dal P.le M.llo Giardino cominciano altre due piste ciclabili, la "Tevere Nord" e la "Vittoria"-"Belle Arti" verso Est.

   

La pista comincia a sud all'incrocio tra Viale Anglico e Viale delle Milizie con un'area di parcheggio e alcune rastrelliere per le bici.
Fin da ora la pista è completamente separata dalla strada normale da un marciapiede largo circa un metro, piuttosto basso.

   

Il percorso della pista prosegue diritto per poco più di un chilometro, con tutti i confort negati alle altre piste di Roma: l'illuminazione notturna, i semafori dedicati, la precedenza agli incroci, il fondo stradale sempre regolare, l'ampiezza delle corsie e la segnaletica corretta per automobilisti e ciclisti.

   

Gli unici punti negativi sono le sedi dei paletti bianchi e rossi messi per impedire l'accesso alle auto, che possono diventare molto pericolosi senza il paletto infilato.
Capitarci sopra anche a bassa velocità può spaccare i copertoni facendoci cadere.
Fare attenzione!

   

In questa foto (P.le M.llo Giardino) ci sono i marciapiedi proprio come dicono le norme europee.
La smussatura dell'angolo lo rende equivalente ad una superfice liscia in caso di caduta, laddove uno spigolo sarebbe ben più pericoloso.
Sicuramente costa di più di un marciapiede normale, ma la sicurezza ne guadagna.

   

L'incrocio successivo è un'altro esempio di come si devono fare le piste ciclabili.
La strada e la pista vengono gestite indipendentemente, con percorsi e semafori separati e con una minima distanza tra loro, per evitare la vicinanza con i tubi di scappamento delle auto.
A questo punto la pista prosegue diritta verso Nord diventando la "Tevere Nord" oppure gira a destra verso Est diventando prima la "Vittoria" e poi la "Belle Arti".

   

In conclusione
Il voto che dò a questa pista è di 9,5.
Gli standard di qualità e sicurezza adottati nella costruzione sono ineccepibili e la rendono equivalente a quelle danesi in quasi ogni punto. "Quasi" perchè le sedi dei paletti sono l'unico punto negativo.
Peccato che duri così poco e che non sia stata presa a modello per le altre piste di Roma.