Pista ciclabile "Giulio Agricola"

La pista occupa la parte centrale di uno dei grandi vialoni che incrociano la Tuscolana (Viale Giulio Agricola e Viale Marco Fulvio Nobiliore).
Il metodo di costruzione è semplicemente vergognoso e la pista non è nemmeno classificabile come ciclabile in quanto mancano quasi tutti i requisiti tecnici. Basta dirne uno: in x km si attraversano 7 strade e si devono superare 32 (!!!) transenne fisse messe di traverso in mezzo alla pista.

Pur essendo nata per collegare il futuro Parco di Centocelle e il Parco degli Acquedotti la pista non comincia dal primo ma ad un isolato di distanza, all'incrocio tra V.le Nobiliore e Via xxxxyyyy. Le transenne bianche e rosse messe come chicanes saltano subito agli occhi.

   

Questa è la visuale che si trova davanti chi viene dall'altra direzione. Uno spigolo decisamente vivo (e vegeto) spunta al centro della pista che si divide formando questa specie di anello con curve inesistenti (fatte ad elle) e marciapiedi alti e senza alcuna smussatura degli spigoli.

   

Gli otto segmenti in cui si divide la pista procedono sempre tra due "aiuole" spelacchiate piene di cacche di cani.
Il fondo di asfalto rosso è in ottime condizioni ma è il contesto che rovina tutto.

   

L'arrivo sul Viale xxxxxx è come per tutti i segmenti fatto da una "curva" ad elle verso destra e dalla chicane di transenne.
Inoltre superati gli ostacoli la segnaletica semplicemente non c'è tanto che per attraversare si dovrebbero usare gli attraversamenti pedonali (almeno 3 per incrocio) fino ad un totale di più di 21 per l'intera pista.

   

Ed ecco l'unico tratto fatto veramente bene, senza ostacoli, muretti, cacche, transenne.
Dopo quello che ho visto prima non mi infastidisce più neppure il motorino lasciato distrattamente lì.
La cosa dura solo una cinquantina di metri...

   

...per finire a vicolo cieco tra le macchine parcheggiate.
Fortunatamente riesco a passare tra le auto tenendo a freno la tentazione di lasciargli la firma.

   

L'incrocio successivo si presenta completamente privo di segnaletica.
E ora dove (e come) continuo?

   

Ringraziando lo scarso traffico del ponte dei Morti attraverso senza rischiare l'arrotamento.
Ora la pista riprende tra i mucchi di foglie che nessuno sembra trovare il tempo di pulire.

   

La scena delle macchine parcheggiate senza alcun rispetto si ripete a quasi tutti gli incroci dimostrandosi pratica ormai consolidata.

   

All'incrocio con la Tuscolana apprezziamo (?) di nuovo quanto sono appuntiti i marciapiedi da 40 centimetri di altezza.
Poi ci sono le solite chicanes.
E poi i soliti semafori.

   

Non ho trovato modo migliore di evidenziare queste odiose transenne se non mostrando alcune delle 16 volte che il ciclista le dovrà superare (sempre che decida di usare questa pista "ciclabile").

   

Un altro grosso problema è l'abitudine di alcuni abitanti di zona di portare qui i cani a fare i propri bisogni.
Il povero cagnolino ci guarda innocente ed ovviamente non ha alcuna colpa.
E il suo padrone fa il vago.
Ricordo che in questo modo la pista diventa inservibile in estate ed in particolare dai bambini.

   

Ancora transenne, sempre e solo transenne.
Questa volta le vediamo tutte e quattro.
Contando un po' si arriva ad un totale di 64 per tutta la pista.

   

Ancora padroni incivili...

   

E ancora.....

   

La chiesa sullo sfondo (San Policarpo) ci avverte che la pista finisce qui, dopo circa x chilometri di incroci e transenne.
Peccato.

   

In conclusione
Voto (secondo me): 2. L'unica cosa buona è il fondo stradale.
Gli incroci frequentissimi non hanno segnaletica dedicata. Le curve ad elle, i marciapiedi alti, gli spigoli vivi e le transenne non ci dovrebbero assolutamente essere. La cura della pista è molto limitata e non prevede la rimozione nè delle foglie nè delle macchine in sosta selvaggia. La condizione igienica in estate è pessima grazie ai "padroni", col rischio di beccarsi qualche malattia.
Sconsiglio del tutto di usarla.