| Pista ciclabile "Tevere Sud" - 2a parte |
| Il tratto precedente cominciato da Ponte Sublicio ha già incrociato Viale Marconi (bus 170, 791) ed è arrivato al Viadotto della Magliana (bus 31). Qui girando a sinistra si passa sopra il Tevere. |
| Tanto per essere ripetitivi ecco un tratto pericoloso. La pista è stretta e a pochi centimetri corrono auto, moto, furgoni, autobus, camion e TIR diretti a Monteverde. Lo smog e il rumore non aiutano per niente e la certezza di essere "arrotati" in caso di caduta peggiora la situazione. |
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| Ma di cosa mi preoccupo? c'è il guardrail a proteggermi dalle auto! Ma non il guardrail alto un metro e mezzo che costando troppo è stato messo solo sul raccordo anulare, semplicemente uno alto si e no quaranta centimetri, con tutti gli spigoli possibili e immaginabili rivolti non verso le auto di metallo ma verso la nuda carne dei ciclisti. (....l'abbiamo portata l'antitetanica?.......) |
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| Questo cartello è semplicemente la prova che il Comune non riesce (o non vuole)
espropriare neanche mezzo chilometro di strada super-secondaria per fare un'opera per la
collettività. Infatti il tratto successivo non viene percorso da nessuno, se si fa eccezione per alcuni "camion" del settore edile.... |
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| ....che non essendo stati abbastanza aiutati dal piano regolatore non hanno i soldi
per arrivare ad una normale discarica e sono costretti a disfarsi di tutto proprio qui. (.....Ama se ci sei.....) |
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| E' appena ricominciata la pista che nelle mie orecchie torna acuto il ronzio
fastidioso di uno scarabeo. E la sorpresa è grande quando sono in due affiancati a "farmi il
pelo". In passato ho addirittura assistito ad incursioni da parte di macchine con le targhette comunali "NCC" e quindi non mi stupisco più, semmai mi incazzo un pochino. |
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| Questa bella (secondo me) foto è stata fatta dopo il Ponte Romano che è rimasto sotto uno dei viadotti della Via del Mare ed è l'inizio del tratto più bello della pista, con vegetazione a destra e a sinistra. |
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| A questo punto la pista ha già superato l'ippodromo di Tor di Valle e sta passando
sotto un collettore di scarico proveniente dall'altra sponda del Tevere. Esclusi questi piccoli saliscendi la pista corre sempre sull'argine sinistro del fiume, offrendo punti di veduta elevati. La superfice della pista è perfetta per raggiungere alte velocità con le bici da corsa. |
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| E questa è la fine della pista "Tevere Sud": lo svincolo tra il raccordo anulare
e la Via del Mare. Sulla sinistra c'è un modesto baretto che ha anche un piccolo giardino interno con dei tavolini per riposarsi bevendo qualcosa di fresco. Ha anche i gelati. |
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| Anzi sembrava finita, perchè questo anello di inversione super-kitsch è in effetti
l'ultimo metro di asfalto. E' un pezzo unico e vale da solo la sgambata necessaria per arrivarci. Adesso torniamo indietro verso il centro di Roma così da avere una luce migliore per le riprese. |
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| Le crepe che vediamo in mezzo alla pista sono la conseguenza dell'instabilità dell'argine,
che sta cedendo lentamente ogni anno, richiedendo lavori di consolidamento costosi. Non sono pericolose perchè vengono periodicamente riempite e livellate. |
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| Anche qui un qualche incendio estivo ha danneggiato le protezioni in legno ai lati
della pista, che in questo caso sembrano davvero picche piantate nel terreno. Credo che sarebbe il caso almeno di toglierle di lì prima che cedano all'improvviso facendo male a qualcuno. (sarebbe il Comune stesso a dover pagare i danni in qualità di manutentore) |
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| In caso di vento a favore è facile raggiungere i 60 orari in questo tratto rettilineo
ed in pianura che mostra sullo sfondo il quartiere del Trullo. |
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| Lo stesso sottopassaggio dell'andata ripreso da diversa angolazione mostra una
bella sequenza di curve che ricorda molto da vicino le piste olandesi sulle quali prima o poi
farò qualche pagina web. Da notare la finalmente-corretta larghezza delle corsie e l'asfalto uniforme. |
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| Stesso discorso della foto precedente. |
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| Questo meraviglioso fabbricato ha una forma che ricorda gli hangar per dirigibili del
secolo scorso e non si capisce bene cosa contenga. Ha il tetto ricoperto da strane tegole liscie che ne seguono l'andamento ondulato fino a terra. bello. |
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| Tornando a Roma si notano gli ex-cancelli. Nati per permettere l'accesso solo ai residenti (meno di dieci persone in tutto) sono stati rapidamente fatti sparire nell'indifferenza del Comune che ancora oggi preferisce non ripristinarli. In basso a sinistra si vede il basamento del cancello al lato della strada e sulla destra la toppa nera di asfalto laddove era stato messo. |
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| In tema di "toppe" eccone un'altra fatta ancora peggio, sempre per la serie "la ditta deve ripristinare il manto stradale nelle condizioni originarie.......bla bla bla". |
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| Da questa angolazione si può trarre un esempio di come realizzare le piste ciclabili:
togliendo un senso di marcia, punto e basta, qualcuno dovrà fare il giro. Solo così le corsie ciclabili saranno larghe abbastanza da diventare vere arterie di spostamento. |
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| Eccomi di nuovo alla "Curva della Morte", angolazione inversa rispetto a prima, pericoli maggiori perchè adesso gli spigoli ce li ho contro. Lo spazio di 80 centimetri è quello di prima ma la mia testa potrebbe anche non farcela. |
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| L'impresa non è finita: ora dove passo? Non aggiungo altro... |
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| La rampa sulla sinistra mi riporta a Porta Portese, ma posso sempre scegliere di proseguire diritto sulla banchina del Tevere sulla quasi-pista "Tevere Centrale", da tempo promessa e mai realizzata. |
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In conclusione, 2a parte Il giudizio finale, visto che sempre si tratta di questo, è di 7 per il tratto interno al Viadotto della Magliana e di 9,5 per quello esterno. Il primo tiene conto sia del bel paesaggio sia della irregolarità del fondo, che oscilla tra cemento grezzo, san-pietrini e classico bitume rosso. Il percorso strategico di accesso al Centro Storico gli fa guadagnare altri punti, mentre la "Curva della Morte" e il "lungo" incrocio con Viale Marconi lo trattengono sul 7. Il tratto dal viadotto al raccordo anulare è bellissimo per paesaggio e qualità della pista ma paga il problema dell'accesso non controllato di auto e motorini che rovinano tutto il divertimento. Penso anche che si dovrebbe recuperare meglio il ponte romano nascosto sotto la Via del Mare. Sconsiglio fortemente di percorrerla di notte. |