Vantaggi & svantaggi della bici quotidiana
Questo mezzo a due ruote dalla meccanica tanto semplice ed essenziale è senza dubbio il sistema di trasporto individuale più versatile e flessibile. Nel confronto con gli altri mezzi verranno messe in evidenza le differenze sostanziali (costi, affidabilità...) e le possibilità effettive di spostamento offerte.

I costi di una bicicletta riguardano essenzialmente l'acquisto e gli accessori, considerando che la manutenzione spesso può essere fatta direttamente dal proprietario senza alcuna difficoltà e con spesa irrisoria. Per accessori intendo cose come un antifurto, un portapacchi, dei parafanghi, le luci per la notte. Piccola cosa diventa l'abbonamento annuale delle Fs (solo supplemento bici) da 80.000 lire (non esiste più dal 27-01-02, ndr). Esistono anche assicurazioni ad hoc, come quella compresa nella tessera annuale della FIAB.

La bicicletta non fa faticare se usata nel modo giusto. Una posizione di guida adeguata tiene lontani dai problemi di schiena che affliggono gli olandesi (guidano quasi in piedi). La fatica dipende esclusivamente dalla fretta e dalla foga che si mette nel pedalare. Scegliendo di non avere fretta ci si accorgerà che non bisogna sempre partire a razzo dai semafori e che le salite non affaticano se le si fanno a bassa velocità (comunque più che doppia rispetto ai pedoni).

La bicicletta può essere parcheggiata praticamente ovunque e quasi sempre in luoghi così frequentati da rendere grottesco e palese un tentativo di furto. Si può attaccare ad un palo qualsiasi, magari davanti ad una edicola o in un luogo frequentatissimo come una piazza o un incrocio (Castro Pretorio) e proseguire con altri mezzi o a piedi.

La bicicletta è più veloce della macchina. All'interno del centro di Roma è evidente, mentre nelle zone semiperiferiche può essere inesatto in tratti di scorrimento dove peraltro è sconsigliabile andare (anche in macchina). Nel centro basta superare una normale coda al semaforo rosso per riguadagnare un chilometro di sorpassi "subiti".

La bicicletta è più veloce della metropolitana. La velocità media (commerciale) della metro è di 30 Km/h circa. La bicicletta in una leggera discesa come Via Cavour può arrivare a 40 Km/h. E non si ferma alle stazioni. Non ti costringe a fare la carne in scatola a 30 metri sotto terra. Non ti fa fa aspettare i treni per interminabili minuti. A titolo di esempio: da Termini, Via Cavour, Via Amendola, Via Turati, Viale Manzoni, Via E. Filiberto fino a S. Giovanni in 10 minuti (quasi senza pedalare). Provate a farlo con la metro (scale comprese) e vediamo quanto viene fuori. Riassumendo: lungo tragitti di tre-quattro fermate la bicicletta è più rapida (complessivamente) della metropolitana. E sicuramente meno affollata.

La bicicletta è più veloce degli autobus e dei tram fino alla serie 8000. Solo nei tratti rettilinei ed in salita un autobus potrà mai superarti, mentre in tutti gli altri casi sarai sempre tu a superarli, ai semafori, alle fermate, quando ripartono, quando sono in fila, quando vanno piano, ..... quasi sempre.

La bicicletta può andare sulle corsie riservate. O meglio: non potrebbe, ma viste le condizioni delle strade normali è una scelta obbligata (Via Ostiense) e ben tollerata quando non crea pericolo (alla tua bici) o intralcio. L'importante è non compiere alcuna manovra senza prima aver visto chi arriva da dietro (taxi, auto blu...) e rispettare gli attraversamenti pedonali fino alla nausea (altrimenti ti picchieranno con gli ombrelli).

La bicicletta non sciopera. L'inconveniente peggiore è la foratura, ma volendo permettersi le bombolette per gonfiare all'istante la gomma si può risolvere il problema in tre minuti.

La bicicletta non devia per i cortei. Infatti riesce ad aggirare o penetrare ogni tipo di manifestazione permettendo tra l'altro di conoscere i motivi della protesta, quasi sempre ignoti alla massa di persone che poi vengono effettivamente danneggiate: i passeggeri degli autobus.

La bicicletta non ha orario. In estate (e al limite anche in inverno) è tranquillamente utilizzabile per gli spostamenti notturni, anche in versione "brilla", pur con qualche attenzione in più e un po' di luminaria e rifrangenti.

La bicicletta può salire sui treni. E' possibile su tutte le Fm nei fine-settimana e su alcune di esse (Fm2, Fm4, Fm5, Fm6, Fm7) anche nei giorni lavorativi. Questo rende possibile per i pendolari la possibilità di "sbarcare" a Roma e di avere sempre sotto controllo il proprio margine sul "treno del ritorno". Niente più attese snervanti per la metro col rischio di perdere il treno per pochissimi minuti. Niente più margini spropositati. Con l'esperienza si imparano i tempi e il ritorno a casa guadagna in tranquillità (e il binario 18 diventa più vicino...).

La bicicletta rende facili gli spostamenti brevi e numerosi. Girare i ferramenta della zona per trovare un pezzo particolare: impossibile in macchina (parcheggi, sensi unici, traffico), spesso improponibile con i mezzi pubblici (tempi di attesa, interscambi improbabili, fermate distanti). Questo con la bicicletta si può fare tranquillamente anche considerando che i sensi unici non sono tali se si porta la bici a mano e che agli incroci si può sempre svoltare a destra, anche col rosso e senza pericolo per nessuno (attenti cmq ai vigili).

La bicicletta non ti fa intossicare. La capacità di superare le code di macchine ferme ai semafori ti permette di non restare intossicato dal loro benzene (che mi dicono essere un pochino cancerogeno..... benzina verde, "come i prati, gli innamorati", però cancerogena, MHA!). Altro accorgimento per evitare i motorini: ai semafori stargli SEMPRE davanti, anche a costo di sembrare scortese, questo per partire per primo ed evitare la nuvola di sgasate che accompagna il verde. L'accelerazione della bici è raramente superata dai motorini e quasi mai dalle macchine quindi basta cogliere il momento esatto del verde per lasciarsi alle spalle l' 80% dello smog più pericoloso (partire sempre dalla destra).

La bicicletta può entrare nelle isole pedonali. O meglio: non potrebbe, ma è ben tollerata in situazioni di scarso affollamento (non Fontana di Trevi, per esempio).

La bicicletta ha le sue piste ciclabili. Poche poche ma ci sono: una dalla metro di Ottaviano a salire su Viale Angelico, poi lungotevere fino a Ponte Milvio, e una da Porta Portese a scendere fino a Tor di Valle. Vedi pagina sulle piste esistenti.

La bicicletta può portare carichi. A seconda del portapacchi può arrivare fino a 24 Kg di carico utile (la spesa intera) e l'applicazione del carrello posteriore a due ruote (forse un po' esagerato, ma utile) permette pesi e volumi notevoli.

La bicicletta non fa regali agli sceicchi. Ma questo si sa.

La bicicletta non paga l'assicurazione, il bollo, le pratiche.

La bicicletta non ha targa. Questo vuol dire addio alle multe (eccetto casi eccezionali) e possibilità di fare pressoché tutto agli incroci, andare contromano (piano), superare i limiti di velocità (è più facile di quanto si creda). Naturalmente la possibilità di fare tutte queste cose non ci autorizza a farle qualora ci sia il benchè minimo pericolo per noi o per altre persone (o ci siano vigili in giro).

La bicicletta è anche ecologica, ma a questo punto non so a quanti interessi (personalmente a me si) ....

..volendo insistere.... La bicicletta è attività fisica..... etc. etc. etc.....

 Ed ora qualcosa di completamente diverso: le obiezioni e le critiche.La bicicletta non ha un' "immagine vincente" . Purtroppo la tolleranza dello Stato verso macchina e motorino ha finito per relegare la bicicletta a situazioni da immaginario collettivo come "quando non avevo ancora il motorino" o "non può permettersi una macchina" mentre il messaggio nuovo dovrebbe essere: "ha scelto di andare in bicicletta" e "preferisce la bicicletta alla macchina". I costi sociali del sistema di mobilità a petrolio (comprendendo così ogni mezzo a benzina-gasolio) sono spropositati: migliaia di morti ogni anno per tumori riconducibili senza dubbi ai gas di scarico, morti per incidenti stradali, morti per investimento sulle striscie e fuori dalle striscie, spese spropositate per assicurazioni e carrozieri, spropositate nell'interesse di entrambe le categorie in quanto non c'è alcun interesse ad impedire le truffe che poi effettivamente tengono alte le tariffe. Un approfondimento (dovuto e necessario) sui lati negativi dell'attuale sistema di mobilità a petrolio è in corso di scrittura.L'immagine perdente può essere mutata spiegando alla gente le qualità della bici e adeguandosi alle maggiori capitali europee nel realizzare piste ciclabili funzionali e non a semplice uso turistico-domenicale. Un po' come le "domeniche a piedi" anche la bicicletta comincia ad essere associata almeno al tempo libero, ma bisogna stare attenti a non relegarla a questo ruolo, perchè si perderebbe un mezzo di spostamento che in Cina permette densità di popolazione molto alte senza dispensare tumori a volontà e senza rendere necessaria la costruzione di costosissime metropolitane sotterranee. La bicicletta è faticosa. Effettivamente in estate bisogna stare molto attenti per restare sotto la soglia di sudorazione e in generale prendersela molto comoda. Problemi anche per il casco che d'estate è intollerabile. Fortunatamente il casco non è obbligatorio (cmq mettilo) e la conoscenza dei propri ritmi naturali ci fa capire quando stiamo esagerando a pedalare.La bicicletta è lenta, meglio il motorino. Hai ragione, ma forse pensando ai costi reali (non solo la benzina), ai rischi di furto, all'inquinamento e ai tumori che provocherai (inutile farsi illusioni, succederà) cambierai idea.La bicicletta non ti protegge dalla pioggia e dal freddo. Vero, la pioggia ti investirà come se andassi su un Ciao senza parabrezza e senza una cerata ti farai un bel bagno. Per questo un impermeabile adatto alla bici o le ghette sotto una giacca a vento sono sufficienti per arrivare a casa quasi (non si può chiedere l'impossibile) asciutti. La bicicletta è pericolosa. Con la pioggia bisogna stare più attenti, ma per contro bisogna dire che l'assenza di un parabrezza migliora la visibilità. Per verificare questo provate per un momento a mettere la testa fuori dal finestrino della macchina quando piove, vi accorgerete che il parabrezza in realtà peggiora la visibilità (con il non trascurabile vantaggio di fermare la pioggia (!) ). In quanto alle scivolate, nel 90% dei casi sono dovute ad errori di chi guida. Attenti ai san-pietrini killer e alle macchie oleose (e ai binari del tram, mortacci loro).Non mi va di andare in bicicletta. A questo non c'è rimedio.

 

Ricordati di vedere anche le altre pagine dedicate alla bicicletta su questo sito
ultimo aggiornamento: 1 gennaio 2006